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Giornalisti


…du talent de Mireille Ben qui interprète un petit florilège de traditionnels français, plutôt connus, mais non dénués d’intérêt, d’une voix décidée et joliment teintée d’une pointe d’accent italien.
certains arrangements sont originaux, par exemple cet accompagnement du seul percussionniste sur la Perdriole. Quant à la version du Maître de maison, bien balancée, elle me réconcilierait presque avec cette mélodie trop rabattue. 
Jean-Luc Matte


Con questo Ensemble che porta il suo nome, Mireille Ben si ripropone, dopo molti anni, da protagonista assoluta. Il risultato è un frizzante viaggio musicale nel mondo francofono, condotto su di un tappeto volante di timbriche raffinate, arrangiamenti suggestivi e spesso imprevedibili, tinti a tratti di suggestioni jazzistiche e bandistiche, e a tratti contratti in un minimalismo che valorizza al meglio il ruolo della voce protagonista. Ma soprattutto un caldo ben tornato a una signora del folk.                                                                                                        Giorgio Calcara


…grazie al calore espressivo e la bella interpretazione di Mireille, unite ad un approccio quasi “cameristico”, l’Ensemble ricolloca i brani in una dimensione “antica” ricca di poesia e suggestioni.                                                     
Avalon


Mireille Ben (Francia), Sara Modiglioni (Lazio), Emma Montanari (Friuli), Laura Parodi (Liguria), Donata Pinti (Piemonte), Luisa Poggi (Svizzera), sono state le protagoniste, dopo mezzanotte, anche del “concerto delle Stelle” con il sottotitolo”la voce dell’anima”. La donna nella musica popolare, occasione unica e forse irrepetibile di ascoltare insieme, in un concerto, alcune tra le più belle e interessanti voci femminili del folk revival.                               Folk Bulletin


Il lavoro si ricollega certamente ai Lyonesse per l’ampiezza del repertorio. Che attinge alla tradizione francofona, dalla Savoia al Berry, dalla Bretagna al Québec, mentre per quanto riguarda la “veste” rigorosamente acustica, vengono proposti arrangiamenti più complessi e ricercati. Ben tornata, Mireille !                                                          
Paolo Zara


Il “concerto delle Stelle” è stato una vera e propria chicca, un momento veramente alto di tutto il Festival. Il programma scelto da Mireille Ben, veramente bello, suggestivo, “coraggioso”, eseguito da quella grande interprete che è.                                                                       
Gastone Pietrucci


Nato dall’incontro di 6 musicisti di formazioni diverse (folk, jazz, classico), il Mireille Ben Ensemble propone delle sonorità originali e contemporanee.                                                      
La Stadera


La sua voce ha acquisito quel timbro di profondità e saggezza che gli anni e l’esperienza le hanno insegnato. Mireille ci crede, soprattutto convince. In questi anni in cui tutto si brucia in poco tempo, prendetevi un’ora di tranquillità e lasciatevi trasportare dalla voce di Mireille. Ne trarrete sicuro e lungo giovamento per il vostro spirito e la vostre orecchie.         
Giovanni Alcaini


Come Giovanna Marini e Lucilla Galeazzi per l’Italia, Mireille Ben è una delle cantanti e ricercatrici più rispettate del recupero della tradizione popolare francofona.                    
Feste Monte Grimano Terme


Mireille Ben is a singer of French origin based in Italy. With her Italian band, she explores the folk heritage of different parts of France and the Francophonie on this new recording.
From the Vendee to La Louisiane, from Auvergne to Bretagne, the songs on Miniatures are of ancient origin, and found in some form wherever French is spoken and sung. Old songs, but in a new style. The treatment on this Cd owes something to jazz, particularly the drumming of Gianbattista Piantoni and Oliviero Biella’s sometimes growling guitar. Alfredo Savoldelli adds electric bass to the mix.
On the other hand, the bagpipes (cornemuse), a variety originating in central France, played by Gabriele Coltri, lend an air of folk authenticity, as do Ben’s smoky voice and Claudia Klinzing’s musical saw and violin.
These songs -300,400, perhaps even 500 years old- have bounced around the old world and the new, and have been heard, like most folksongs, in a variety of shapes, with different verses, different choruses. Her and there I hear something that has come across the ocean and has entered the French Canadian tradition, recognizable despite a different title and slightly different lyric fragments ; in other words, true folksongs.
These are fine songs that have stood the test of time, and well presented, with the exception of one or two on which the vocal delivery seems rushed. On “Les douze mois de l’année” Peo Mazza takes the drum kit a little too deep into an energetic jazz shuffle that takes the focus off the song itself.                                                                
Folk Roots


…Mireille Ben, ex fondatrice dei mitici “Lyonesse” che contribuirono come pochi a diffondere negli anni settanta il “verbo” della tradizione celtica e che oggi prosegue il suo percorso di ricerca sulle strade della francofonia tradizionale…

…un delizioso concerto dell’Ensemble di Mireille Ben                                                    
Corriere del Ticino


Con il gruppo Mireille Ben Ensemble, l’attenzione dell’ascoltare viene indirizzata su un repertorio popolare della tradizione francese. La proposta di questo Ensemble è documentata da un bel disco “Lazúr”.                             
Tele Radio 7


Mireille Ben è una ricercatrice francese che ebbe notevole successo negli anni 70 con il gruppo Lyonesse. Chiusa quell’esperienza, Mireille continua a promuovere la musica e la danza popolare francese.                                         
Gerald Nash


Il Mireille Ben Ensemble esce leggermente dai nostri “confini” presentando un repertorio legato all’area francofona tradizionale                                                                                       
eXtra


È un’autentica “missionaria” della musica folk la cantante che il Teatro San Materno proporrà. Si tratta di Mireille Ben, grande conoscitrice soprattutto della tradizione francofona. Mireille si divide nei ruoli di interprete, ricercatrice e promotrice.                                                     
Giornale del Popolo


L’Ensemble di Mireille Ben ha lo stesso gusto per l’eleganza dei suoni e degli arrangiamenti, ma predilige una dimensione quasi “cameristica” che esalta la voce della cantante, straordinariamente melodiosa e intonata. Il canto è quindi un ulteriore fonte di suono, accanto alla chitarra, al contrabbasso, ai flauti e alle cornamuse. Strumenti, che nella ricercatezza degli arrangiamenti, raramente si limitano ad accompagnare la voce, ma ne contrappuntano la linea melodica, arricchendola di colori e variazioni. Delizioso un brano solo voce e percussioni, che dà luogo ad una poliritmia di sapore africano, struggentemente contrastante del Mireille Ben Ensemble con la dolcezza del canto. Un altro affascinante contrasto del Mireille Ben Ensemble è la dolcezza della musica e la tristezza dei testi, che evocano amori non corrisposti, tradimenti, donne eternamente insoddisfatte, e perfino morti violente. Canti che rispecchiano un’età dolente dell’umanità, in cui, parafrasando Fo e Gaber, il popolo doveva assolutamente ridere e cantare, perché solo questo faceva bene al ricco, al re e al cardinale                                
Umberto Savolini


Danzeremo sul sagrato. Ci guiderà Mireille Ben, l’indimenticabile voce della Lyonesse, l’instancabile ricercatrice di cultura popolare, l’animatrice di mille eventi del mondo trad.
Cristina Pasquale


Mireille Ben è un autentica cultrice di antiche tradizioni popolari delle aree francofona. Oggi gira per mezza Europa con il suo “Mireille Ben Ensemble” proponendo un repertorio di notevole suggestione.                                     
La Regione


L’apertura è affidata al Mireille Ben Ensemble. La cantante-musicista di origine francese si esibirà con una formazione composta da musicisti italiani, francesi e germanici. Proporrà ballate e brani tradizionali del Québec nonché un viaggio nel mondo della musica popolare francese, con particolare riferimento alla Bretagna e l’Occitania. Mireille Ben è pure un’appassionata di balli tradizionali e non mancherà di invitare il pubblico a scoprire e provare dei nuovi passi di danza.                                                                         
Settembairnaìt


Mireille è una narratrice perfetta, riesce a coinvolgere, emozionare e divertire, con ironia, quando illustra le tematiche di ciascun brano. Il suo francese parigino l’aiuta a ricreare la memoria storica della canzone popolare d’Oltre Alpe. Gli arrangiamenti e suoni di questo quintetto ci sono parsi eleganti, colti e raffinati grazie all’enorme lavoro del chitarrista Oliviero Biella.
Il gruppo ha riscosso un grande successo nella piazza del Duomo davanti al folto pubblico intervenuto, che ha ascoltato attentamente per un’ora e tre quarti il viaggio di Mireille e dei suoi allegri compari                              
Mauro Quai


Mireille Ben, musicista trapiantata a Bellinzona, che ha proposto un interessante viaggio alla scoperta di walzer, mazurke, gighe e gavotte della tradizione francese.                     
Corriere del Ticino


C’è sempre meno musica di questo tipo e conviene aiutare a salvaguardare personaggi come Mireille e questo suo nuovo gruppo. Concerto molto bello, che sicuramente avrà lasciato in coloro che vi hanno assistito un piacevole ricordo    
Mauro Quai


Come Giovanna Marini e Lucilla Galeazzi per l’Italia, Mireille Ben è una della cantanti e ricercatrici più rispettatedel recupero della tradizione popolare francofona, in particolare di quella della zona della Haute Savoie, dell’area bretone e della regione canadese del Quebec. La Ben, marsigliese di origine, inizia giovanissima l’attività come cantante “a cappella”. Nel 1973, è tra i membri fondatori del gruppo Leonesse con qui ha svolto un intensa attività concertistica e ha registrato 7 LP. Praticando la ricerca sul campo della musica tradizionale sia in Francia che nel Quebec, Mireille Ben ha lavorato, dallo scioglimento dei Lyonesse nei fini ’80, come responsabile della musica popolare presso la Fonoteca nazionale Svizzera e ha collaborato con diverse formazioni fra cui Bandalpina e Magam.                                                      
Luca Celidoni


Rassegna stampa martedi 6 luglio ‘99

folkest

CIVIDALE del FRIULI – Fra le memorie e i ricordi di Folkest, quando questo festival si chiamava ancora Fieste di Chienti, ci sono i Lyonesse, un gruppo sconosciuto ma importante, che ha segnato la storia del folk revival ma soprattutto la riscoperta della musica celtica e bretone, divenuta in seguito prassi normale per molti (forse troppi) gruppi musicali del settore. I Lyonesse erano Pietro Bianchi e Mireille Ben, marito e moglie di Bellinzona, nel Ticino, quindi svizzeri, diversi dischi registrati per la PDU di Mina, un suono originale e insolito, che non mancò di farli notare alla critica; purtroppo il sodalizio artistico e di vita dei due si è spento: ognuno ha scelto strade diverse. Di Pietro Bianchi si sono perse le tracce; l’unica attiva, sotto il profilo discografico e artistico rimane Mireille Ben, la franco-svizzera a capo di un interessante quintetto musicale, con diversi musicisti bergamaschi e una violinista tedesca Lo spettacolo, proposto nell’ambito di Folkest’99 nella cittadina longobarda, è un viaggio attraverso ballate e canzoni, per la gran parte di origine popolare, i paesi e le aree e le regioni di lingua francofona.. Mireille è una narratrice perfetta, riesce a coinvolgere, emozionare e divertire, con ironia, quando illustra le tematiche di ciascun brano. Il suo francese parigino l’aiuta a ricreare la memoria storica della canzone popolare d’oltralpe. Gli arrangiamenti e suoni di questo quintetto ci sono parsi più eleganti, colti e raffinati grazie all’enorme e prezioso lavoro del chitarrista Oliviero Biella (il deus ex machina della formazione) dei Lyonesse (dei quali conserviamo tuttavia lo splendido ricordo di una “Reel du pendu” nella prima edizione della Fieste di Chienti 1979 alle 2 di notte). C’è, in questo quintetto, una ricerca elaborata della semplicità, a sprazzi quasi cabarettistica e di liscio che rende godibile il concerto: e non a caso il gruppo ha riscosso un grande successo nella piazza del Duomo davanti al folto pubblico intervenuto, che ha ascoltato attentamente per un’ora e tre quarti il viaggio di Mireille e dei suoi allegri compari (Oliviero Biella, chitarra, tiple e voce; Claudia Klinzing, violino, clarinetto e voce; Giambattista Piantoni, sax contralto, flauto traverso, batteria e voce; Alfredo Savoldelli, Contrabbasso e voce; e la Ben, alla voce solista, più diversi strumenti strani, triangolo, recipienti ecc.). Fra i brani ascoltati, un tradizionale della Louisiana, “l’Arbre est dans ses feuilles”, e “Honoré” un pezzo del Québec, più diversi brani che compaiono nel primo bellissimo C.D. del quintetto, “Lazúr”, pubblicato da un’etichetta di Bergamo. C’è sempre meno musica di questo tipo e conviene aiutare e salvaguardare personaggi come Mireille e questo suo nuovo gruppo. Concerto molto bello, che sicuramente avrà lasciato in coloro che vi hanno assistito un piacevole ricordo.
Giornalista Mauro Quai